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La posizione dell'osservatore
Il punto da cui si osserva è parte della risposta. Una proiezione che non sa dove si trova pubblica la propria posizione come se fosse lo stato del sistema.
Un caso misurato
Un giorno la coda dell'operatore mostrava cinque problemi bloccanti: componenti critici «non funzionanti», archivio «assente». Nessuno riguardava il sistema. Il comando era stato eseguito da una macchina amministrativa, mentre la proiezione presumeva di trovarsi sul nodo di controllo: interrogava quindi il sistema locale sui servizi di un altro nodo, non li trovava e pubblicava «non funziona».
La causa era una sola riga: «dove siamo» veniva calcolato come «dove risiede il centro», anziché «dove ci troviamo davvero». I cinque allarmi sono scomparsi non appena la proiezione ha imparato a conoscere la propria posizione.
La regola
Ogni istantanea dello stato include il campo «rilevata da». Ogni «non accertato» è relativo a quel punto di osservazione: invisibile da qui non significa inesistente, e ancor meno non funzionante.
Un componente invisibile dal proprio nodo resta un allarme. Un componente invisibile da un altro nodo è un onesto «non accertato». L'intera regola sta nella differenza tra queste due frasi.
La regola ha un prezzo, e lo paghiamo in modo visibile: un test del rilevatore di posizione oggi resta volutamente rosso - non distingue un archivio sulla stessa macchina da un nodo vivo. Non è stato né dipinto di verde né cancellato: un limite registrato è più onesto di un segnale rimosso.